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Trattativa riservata

FIAT - Dino - Spider 2000

Caratteristiche

Marca FIAT Tipo di auto Cabrio/Roadster Guida Sinistra
Modello Dino Condizione Condizioni originali Trazione Posteriore
Versione Spider 2000 Carburante Benzina Cambio Manuale
Anno 1968 KM 47000 Colore Rosso
Marca FIAT KM 47000
Modello Dino Guida Sinistra
Versione Spider 2000 Carburante Benzina
Tipo di auto Cabrio/Roadster Trazione Posteriore
Condizione Condizioni originali Cambio Manuale
Anno 1968 Colore Rosso
Marca FIAT
Modello Dino
Versione Spider 2000
Anno 1968
Tipo di auto Cabrio/Roadster
Condizione Condizioni originali
Guida Sinistra
Trazione Posteriore
Carburante Benzina
Cambio Manuale
KM 47000
Colore Rosso

Descrizione

FIAT Dini Spider 2000 1968 Targa Oro ASI condizioni ottime

Questo veicolo può essere visionato e ritirato a Viterbo Italia. 

Le offerte non includono passaggio di proprietà, radiazione per esportazione e trasporto, salvo che sia stato diversamente indicato. Questo è un veicolo usato, Si consiglia di prendere visione del veicolo prima di formulare  un'offerta, onde evitare delusioni in seguito. Per fissare un appuntamento per un'ispezione, si prega di contattare il venditore. 

Possibilità di trasporto e consegna previo accordo separato per quanto riguarda tempi, condizioni e costi, in caso di acquirenti residenti all'estero informasi preventivamente su modalità e procedure di registrazione del veicolo nel proprio paese, il certificato di conformità europeo se richiesto ed è disponibile è a pagamento

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La Dino nacque da un accordo tra la FIAT e la Ferrari, siglato per l'esigenza della Casa di Maranello di costruire rapidamente un numero sufficiente di motori Dino (così chiamati perché derivati da un progetto del 1956dello scomparso figlio di Enzo FerrariAlfredo, detto Dino) per ottenere l'omologazione in Formula 2 della Ferrari Dino 166 F2.Così, accanto alle più costose Dino 206 GT, venne deliberata la produzione di più abbordabili (anche se sempre costose) versioni a marchio FIAT. In realtà, la condivisione tecnica tra le "Dino" della Ferrari e quelle FIAT era limitata al motore V6.Le Dino 206 GT non venivano commercializzate con il marchio Ferrari, bensì con il marchio Dino, senza scritta Ferrari né sui motori né sui cofani e senza il cavallino rampante, che venivano riservate alle Ferrari 12 cilindri.

La versione spider

Sul modello FIAT, invece, l'impostazione tecnica era totalmente diversa e piuttosto classica: motore anterioretrazione posteriore, avantreno a ruote indipendenti con triangoli sovrapposti, retrotreno a ponte rigido, cambio manuale a 5 marce e freni a disco (con servofreno) su tutte le ruote. La prima "Dino" della FIAT ad essere presentata fu, nella primavera del 1966, la Spider, una due posti secchi disegnata da Pininfarina e non priva di similitudini estetiche coi modelli Ferrari (e non era un caso, visto che derivava da alcuni bozzetti che lo stilista aveva presentato proprio alla Casa di Maranello). Oltre che del design Pininfarina si occupò anche della costruzione del modello presso i suoi stabilimenti[2].

L'esuberante e scorbutico motore V6 di 1987 cm³, tutto in alluminio e dotato di distribuzione a 4 alberi a camme in testa (2 per bancata), metteva in crisi il retrotreno. L'abbondante potenza (160 cv a 7200 giri/minuto) erogata in modo poco lineare, il passo corto (2256 mm) e l'arcaica geometria della sospensione posteriore, rendevano la Dino una vettura molto nervosa. Inoltre il basamento in alluminio del V6 soffriva i repentini sbalzi di temperatura, che tendevano a deformare le canne dei cilindri.

Al Salone dell'automobile di Torino del 1967 venne presentata la Dino Coupé, con carrozzeria disegnata da Bertone. Dotata della stessa meccanica della "Spider" (salvo il passo allungato a 2550 mm), la Coupé aveva un'impostazione più elegante che sportiva (le dimensioni dell'imponente coupé fastback, con abitabilità per 4 persone, erano importanti: 4514mm di lunghezza e 1709 di larghezza). Anche in questo caso, come in quello della spider, anche la produzione venne affidata al designer stesso che ne produsse più di 6.000 esemplari nei cinque anni di vita del modello[3]. Il comportamento stradale era meno reattivo di quello della spider, soprattutto per il passo più lungo, la minor compattezza della carrozzeria (la spider era lunga 4107 mm) e la massa maggiore (1280 kg contro i 1150).

L'evoluzione

Nel 1969 entrambe le versioni vennero aggiornate. La cilindrata del motore, che adottò basamento in ghisa (la testa rimase in alluminio) per ovviare i problemi della deformazione delle canne dei cilindri, crebbe a 2418 cm³ (la potenza era di 180cv), mentre il retrotreno (ora identico a quello della 130) divenne a ruote indipendenti. Con questo motore l'auto raggiungeva i 205 km/h nella versione coupé e i 210 in quella spyder. Gli interventi estetici furono minimi, sia per la spider che per il coupé: mascherina verniciata in nero opaco privo dello stemmino FIAT ora installato sul cofano motore, nuovi cerchi, plancia con consolle centrale ridisegnata e finiture migliorate, tra cui la predisposizione posteriore per cinture di sicurezza a due punti. La produzione cessò nel 1972. Nessun modello ne raccolse l'eredità.


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