Spiaggina Cabriolet 1970

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Technisches Datenblatt

Versione
Spiaggina Cabriolet
Condizione
Restaurata
Jahr
1970
Kilometerstand
75.000 km
Kategorie
Sonstige
Getriebe
Manuell
Trazione
Posteriore
Guida
Sinistra
Carburante
Benzina
Farbe
Beige

Die Beschreibung

Spiaggina Cabriolet

Bozza presentazione Fiat 600 Savio Jungla.

La Fiat 600 Savio Jungla Anno di fabbricazione 1970, cilindrata C.C. 600, raffreddamento ad acqua, motore installato “Fiat 600 D” è una autovettura per il tempo libero, tipologia d'auto anche conosciuta come "spiaggina", prodotta dalla Carrozzeria Savio negli anni sessanta e settanta. Piccola vettura scoperta a trazione posteriore, fu voluta da Gianni Agnelli per contrastare la Mini Moke e fu realizzata dalla Carrozzeria Savio. La meccanica era la stessa della Fiat 600 D mentre le ruote e le gomme 5.20x14 erano quelle della Fiat 1100. La linea era molto squadrata e si discostava notevolmente da quella delle vetture da cui aveva origine.[1]

Presentata al Salone dell'automobile di Torino nel 1965 con il nome giungla, poi modificato in jungla, la vettura poteva raggiungere una velocità massima di 95 km/h. Furono realizzate tre pre-serie: una verde chiaro (del dépliant originale) poi verniciata panna con copertura chiara; un modello grigio con copertura nera successivamente distrutto in un incidente; una tinta avorio con tetto nero (poi rifatto blu) con un baule modificato e schienale posteriore estensibile per il trasporto di merci sino a 250 kg. Quest'ultima servirà anche come base per la fornitura alle forze armate essendo stata affidata alla Cecchignola.

Tra i tratti distintivi si può ricordare il parabrezza abbattibile che veniva appoggiato su due gommini fissati al cofano, la strumentazione molto scarna (composta solo dal contachilometri di origine Fiat 500 collocato a destra del volante e dalle spie di olio, riserva carburante, dinamo, abbaglianti e allarme temperatura acqua radiatore), un solo tergicristallo con motorino a vista, la ruota di scorta esterna ancorata al baule e dotata di copri bullone antifurto. Era possibile sceglierla in otto differenti colorazioni; verde (militare e salvia), rosso, arancio, giallo (scuolabus), bianco, blu, beige. Fino al 1969 questi modelli invece delle porte avevano semplici telai rivestiti in tela, sui quali si infilava a pressione la parte alta, sempre in tela, comprendente i vetri laterali. In quell'anno infatti furono montate le porte in lamiera, modificato il cofano posteriore del motore con l'impiego di nuove cerniere che permettevano di aprirlo senza togliere la ruota di scorta e irrobustita la scocca con modifica dei lamierati laterali, ora con nervature sotto la presa d'aria e a grande richiesta dei clienti, aggiunto un secondo motorino per i tergicristalli che fino ad allora era unico sul lato guida.

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