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Tony Kelly, l'artista della fotografia: scene colorate, pose teatrali e riferimenti al glamour d’altri tempi

Il suo nome si distingue tra i maggiori esponenti della fine art photography, uno stile fortemente artistico, mirato a raccontare la visione personale o concettuale dell’autore.

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Tony Kelly è indubbiamente uno di quegli artisti che meglio hanno saputo interpretare e anticipare le logiche dell’immagine contemporanea, portandole all’estremo. 
E' nato a Dublino in una famiglia profondamente cattolica e ha raccontato in un’intervista a Forbes di aver trascorso molte domeniche della sua infanzia in chiesa; qui, però, ad affascinarlo non erano i sermoni del prete, bensì i riflessi delle vetrate colorate e le vivide tonalità dei dipinti Rinascimentali. Le stesse sfumature di rosso, giallo, verde e blu che oggi sono diventate elementi distintivi e ricorrenti nel suo stile visivo.

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Dopo aver mosso i primi passi come reporter di guerra in Africa e Asia centrale si è trasferito a Barcellona, attratto dall’idea di costruire una carriera nel fashion system. Proprio qui Tony ha affinato la sua tecnica lavorando gratuitamente per il celebre fotografo di moda José Manuel Ferrater, che lo ha incoraggiato a valorizzare le sue capacità narrative insegnandogli come applicarle al settore.

Caratterizzate da colori saturi e intensi, ambientazioni surreali e situazioni volutamente eccentriche, le opere del fotografo irlandese offrono uno sguardo su un universo provocatorio, una sorta di rifugio sontuoso dalla monotonia quotidiana. 
Kelly riesce a catturare la vibrante energia della vita e della giovinezza, arricchendo con un mix di sex appeal e ironia immagini spesso incentrate su mondanità, lusso e glamour. Un racconto visivo che si dipana tra tacchi vertiginosi, costumi da bagno seducenti, gioielli appariscenti, supercar, champagne e look vintage, capace di evocare atmosfere di un’epoca sospesa tra eccesso e nostalgia.

A dispetto del taglio cinematografico delle sue produzioni, però, i protagonisti dei suoi scatti sono perlopiù sconosciuti, l’artista di Dublino sostiene che le celebrities tendano a catalizzare troppo l’attenzione su sé stesse, limitando lo spazio creativo e mettendo in secondo piano l’identità autoriale del fotografo.

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Il suo immaginario prende forma sulla scia di maestri dell’immagine come Helmut Newton, Guy Bourdin, Chris Von Wangenheim, David LaChapelle e Jean-Daniel Lorieux: tutti accomunati da un’estetica audace, da una spiccata libertà creativa e un forte spirito per l’innovazione. Dietro le scene colorate, le pose teatrali e i riferimenti al glamour d’altri tempi, però, si nasconde un obiettivo preciso: divertire. Far sorridere chi osserva le sue fotografie, creare un momento di leggerezza, suscitare una reazione immediata. È in questo scambio diretto con il pubblico che si compie, per Tony Kelly, il senso più autentico del suo lavoro.