Nasce nel 1987 questa fantastica Gran Turismo, tappa nell'evoluzione delle supercar Ferrari, che celebra l'epopea del turbocompressore protagonista in Formula I, ma anche nella produzione di serie. La vuole lo stesso Ferrari il quale, dopo l'esperienza positiva della 288 GTO, desidera un'auto ancora più estrema, che sfrutti poco o nulla la produzione corrente, ma che inizi un percorso nuovo. I suoi ingegneri gli presentano un progetto che rompe con il passato e dà indicazioni per il futuro. Viene dunque realizzata nel quarantennale della Casa (F40 è infatti l'acronimo di Ferrari 40 anni) una delle più innovative vetture prodotte a Maranello, con 478 cv (e l'"'ingegnere" ne avrebbe voluti almeno 500) e una velocità di 324 km/h.
Destinata inizialmente a essere prodotta in numero limitato, stravolse le previsioni, fino a superare di gran lunga il traguardo delle 1000 unità, diventando il sogno proibito di sportivi e collezionisti di tutto il mondo e persino oggetto di speculazioni di merca-to. In questo periodo lazienda è una vera industria che produce 3902 auto l'anno, con 1773 dipendenti. Se nel motore si era partiti dall'8 cilindri, rivisto completamente e trasformato con l'adozione di due turbo giapponesi, il resto è frutto di una lunga ricerca sulle strutture, sui materiali, sull'aerodinamica e sul trasferimento delle tecniche della Formula | nella produzione. Risultato: una "berlinetta" sempre disegnata alla Pinin-farina, un punto fermo nell'evoluzione delle Ferrari e delle sportive in generale. Domina nella F40 il grande alettone posteriore, deportante e stabilizzante in velocità, garanzia del trasferimento al suolo della sua potenza esagerata e prova anche dell'accurato studio aerodinamico del fondo vettura piatto, che grazie alla depressione creata realizza un "effetto suolo" determinante per l'aderenza e la stabilità del veicolo. Le dimensioni della F40 sono abbastanza compatte: 4358 mm di lunghezza e 1970 di larghezza. "Vettura eccezionale"': così l'hanno definita tutti coloro che vi hanno lavorato in assoluta libertà nell'individuare le soluzioni. Progettata e costruita in soli 13 mesi, con altri due prototipi presentati nel luglio 1987, è un'auto da corsa "stradalizzata", una sportiva globale, e per questo è definita nei più piccoli dettagli.
Il telaio ha in pratica lo stesso schema della 288 GTO, con una struttura metallica tubolare nella consuetudine Ferrari, con pannelli di irrigidimento in compositi per un peso totale di 117 kg. Nelle sospensioni a quadrilateri, ammortizzatori regolabili su tre posizioni e barre antirollio. Nel motore si perfeziona lo schema GTO con il V8 di quasi tre litri meglio raffreddato e più potente, con quattro valvole e due piccoli turbo giapponesi con grandi intercooler di raffreddamento orizzontali, un gruppo meccanico fonte di grande calore e per questo creditore di prese d'aria e di sfoghi nella carrozzeria e persino nel lunotto posteriore, che copre tutta la meccanica.






