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Trattativa riservata

OPEL - GT - 1900 GT GRUPPO 4 UFFICIALE CONRERO 1970

Caratteristiche

Marca OPEL Tipo di auto Coupé Guida Sinistra
Modello GT Condizione Condizioni originali Trazione Posteriore
Versione 1900 GT GRUPPO 4 UFFICIALE CONRERO 1970 Carburante Benzina Cambio Manuale
Anno 1970 KM - Colore Rosso
Marca OPEL KM -
Modello GT Guida Sinistra
Versione 1900 GT GRUPPO 4 UFFICIALE CONRERO 1970 Carburante Benzina
Tipo di auto Coupé Trazione Posteriore
Condizione Condizioni originali Cambio Manuale
Anno 1970 Colore Rosso
Marca OPEL
Modello GT
Versione 1900 GT GRUPPO 4 UFFICIALE CONRERO 1970
Anno 1970
Tipo di auto Coupé
Condizione Condizioni originali
Guida Sinistra
Trazione Posteriore
Carburante Benzina
Cambio Manuale
KM -
Colore Rosso

Descrizione

 

OPEL 1900 GT GRUPPO 4 CONRERO – 1970

Marca: Opel
Modello: 1900 GT Gruppo 4 Conrero
Anno: 1970
Telaio: VIN 941906704
Cilindrata: 1900 cc
Interni: Fusina nero

Descrizione generale e rilevanza storica

Straordinario esemplare di Opel 1900 GT Gruppo 4 preparata da Virgilio Conrero, figura leggendaria dell’elaborazione sportiva italiana e protagonista assoluto nelle competizioni turismo e GT degli anni ’60 e ’70. Questa vettura rappresenta una delle più affascinanti interpretazioni corsaiole della Opel GT, trasformata secondo le specifiche Gruppo 4 FIA, categoria riservata alle vetture granturismo altamente modificate per uso agonistico.

Prodotta in un numero estremamente limitato, la versione Conrero Gruppo 4 è oggi considerata una rarità assoluta, simbolo dell’epoca d’oro delle competizioni turismo europee. La combinazione tra base tedesca e preparazione italiana la rende un oggetto di culto per collezionisti e appassionati.

Provenienza e certificazioni storiche

Venduta nuova dal Garage 1000 Miglia di Bolzano, concessionario ufficiale Opel, la vettura è stata immatricolata il 1° agosto 1970 a Mantova ed intestata al pilota Giampaolo Benedini.

Elemento di eccezionale valore storico è il fatto che l’auto conserva ancora la targa originale e il libretto di prima immatricolazione, testimonianze fondamentali della sua autenticità e continuità storica.

Nel corso degli anni è passata nelle mani di importanti personalità del mondo motoristico e prestigiosi collezionisti, che ne hanno sempre garantito una conservazione rigorosa e rispettosa della completa originalità.

La vettura è corredata da ampia documentazione storica, che ne certifica:

  • autenticità
  • provenienza
  • configurazione originale
  • rilevanza sportiva e collezionistica

È stata inoltre pubblicata con un ampio servizio sulla rivista “Grace” nel gennaio 2009, ulteriore elemento di rilievo che ne accresce il prestigio e la tracciabilità storica.

Caratteristiche tecniche e configurazione Gruppo 4

La Opel 1900 GT nasce come coupé sportiva compatta con linee ispirate alle sportive americane, ma nella versione Conrero Gruppo 4 viene radicalmente trasformata in vettura da competizione.

Tra le principali caratteristiche tecniche e modifiche tipiche della preparazione Conrero:

  • Motore 4 cilindri in linea da 1900 cc profondamente elaborato
  • Incremento significativo della potenza rispetto alla versione stradale
  • Carburatori maggiorati e ottimizzazione dell’alimentazione
  • Assetto sportivo irrigidito e ribassato
  • Impianto frenante potenziato
  • Alleggerimenti strutturali per uso racing
  • Scarico sportivo ad alte prestazioni
  • Modifiche aerodinamiche e dettagli specifici Gruppo 4

Queste modifiche rendevano la vettura altamente competitiva nelle competizioni turismo e GT dell’epoca.

Rarità e valore collezionistico

Gli esemplari di Opel 1900 GT Gruppo 4 Conrero prodotti sono estremamente rari e difficilmente reperibili sul mercato internazionale. La presenza di:

  • documentazione completa
  • targa e libretto originali
  • provenienza certa
  • storia sportiva e collezionistica
  • pubblicazioni su riviste specializzate

rende questa vettura un pezzo unico di straordinario interesse storico e collezionistico.

Si tratta di una vera testimonianza dell’epopea delle Opel da competizione preparate da Conrero, nonché di un capitolo significativo della storia del motorsport europeo degli anni ’70.

 

 

La storia della Opel GT Gruppo 4, targa MN150252 e telaio 941906704, rappresenta uno dei capitoli più gloriosi della collaborazione tra la casa tedesca e il leggendario preparatore torinese Virgilio Conrero.

Ecco i dettagli salienti della storia di questa vettura e della sua sfida alle Porsche:

La Genesi e la Sfida alle Porsche

Nel 1970, l'importatore italiano Opel affidò a Virgilio Conrero (soprannominato "il Mago") il compito di trasformare la piccola ed elegante Opel GT in una vera "ammazzagrandi". L'obiettivo dichiarato era contrastare lo strapotere delle Porsche 911 e delle Alfa Romeo GTA nelle competizioni nazionali e internazionali.

Nonostante le scetticità iniziali — dovute al fatto che la Opel GT non fosse ancora omologata in Gruppo 4 e dovesse inizialmente correre come prototipo — Conrero riuscì a compiere un miracolo tecnico. Il motore 1900 fu portato da 90 CV a oltre 180-190 CV (versioni successive raggiunsero i 225 CV) grazie all'adozione di teste speciali, iniezione meccanica Kugelfischer e una meticolosa equilibratura.

Giampaolo Benedini e il Successo al Mugello

L'esemplare con targa MN 150252 è storicamente legato al nome di Giampaolo Benedini, pilota e architetto mantovano (noto anche per aver successivamente progettato la fabbrica e l'estetica della Bugatti EB110).

  • 1970: Al Circuito del Mugello (quello stradale dell'epoca), Benedini guidò magistralmente questa Opel GT vincendo la classe 2000 del Gruppo 4. Fu una vittoria fondamentale che dimostrò come la "piccola Corvette europea" potesse effettivamente stare davanti alle Porsche 911 S.
  • Targa Florio: Sebbene la MN150252 sia stata protagonista nel 1970, il binomio Conrero-Opel GT raggiunse l'apice l'anno successivo (1971) alla Targa Florio con l'equipaggio Calascibetta-Monti, che si impose su numerose Porsche ufficiali e private.

Riferimenti Storici e Documentazione

Questa specifica vettura è censita nei registri storici del motorsport Opel (come il testo sacro "Opel GT Motorsport: 1968-1975" di Maurice van Sevecotte) come una delle unità ufficiali gestite dalla Conrero Squadra Corse basata a Mantova.

Articoli dell'epoca su testate come Autosprint o Ruoteclassiche (in numeri monografici dedicati a Conrero) descrivono la sorpresa dei piloti Porsche nel vedersi tallonati o superati da una vettura che, sulla carta, partiva come outsider.

Documentazione e Articoli dell'epoca

Le imprese di questa vettura sono state ampiamente documentate dalla stampa specializzata italiana, in particolare tra il 1970 e il 1971.

  1. Autosprint (1970): La rivista dedicò diversi trafiletti e cronache alle gare del Campionato Italiano Velocità. In particolare, dopo il Circuito del Mugello del 1970, si sottolineò come la Opel GT preparata da Conrero e guidata da Giampaolo Benedini fosse riuscita a rompere l'egemonia delle Porsche 911 S nella classe fino a 2000cc.
  2. Quattroruote: In alcuni numeri del periodo, la Opel GT di Conrero veniva portata come esempio di "trasformazione totale", dove una GT stradale derivata dalla meccanica Kadett diventava una vera bestia da pista capace di 190 CV.
  3. Ruoteclassiche (Numeri Speciali): In tempi più recenti, la rivista ha dedicato ampi servizi alla storia di Virgilio Conrero, citando la targa MN150252 come una delle "ufficiali" della scuderia mantovana, spesso fotografata con i suoi caratteristici allargamenti dei parafanghi rivettati.

Curiosità su Giampaolo Benedini

Il pilota mantovano non era solo veloce in pista, ma aveva un occhio clinico per il design. La sua esperienza con la Opel GT di Conrero contribuì a creare quel legame tra ingegneria estrema ed estetica che lo portò anni dopo a definire lo stile della Bugatti EB110. La MN150252 rimane uno degli esemplari più significativi della sua carriera agonistica.

La biografia agonistica di Giampaolo Benedini con la Opel GT Conrero (e in particolare con la vettura targata MN150252) è il racconto di come un pilota-architetto abbia contribuito a trasformare una "piccola sportiva da salotto" in una macchina da guerra capace di umiliare le più blasonate Porsche 911.

Ecco le tappe fondamentali del suo percorso con questa vettura:

1. Il Debutto e la Fiducia di Conrero (1969)

Benedini fu uno dei piloti scelti direttamente dall'importatore Opel e da Virgilio Conrero per l'esordio ufficiale della squadra corse. Insieme a giganti come Giorgio Pianta e Pino Pica, iniziò a gareggiare nel 1969 nelle cronoscalate. In questa fase embrionale, la Opel GT disponeva di circa 165 CV, ma Benedini dimostrò subito una sensibilità di guida fuori dal comune, necessaria per gestire un'auto a passo corto e trazione posteriore su strade di montagna.

2. L'Impresa del Mugello (1970)

Il momento di massima gloria per il binomio Benedini-MN150252 arrivò nel 1970 al Circuito Stradale del Mugello (67 km di curve e saliscendi tra Scarperia, Firenzuola e il Passo del Giogo).

  • La Vittoria: Benedini trionfò nella Classe 2000 del Gruppo 4.
  • Il Significato: Non fu solo una vittoria di classe, ma un segnale politico e tecnico. La sua Opel GT riuscì a tenere un ritmo che le Porsche 911 S (favorite assolute) non riuscivano a contrastare nel misto stretto. La MN150252 era più leggera, più bassa e incredibilmente più agile.
  • L'Evoluzione: Proprio grazie ai feedback di Benedini, Conrero perfezionò l'alimentazione a iniezione meccanica Kugelfischer, portando la potenza verso la soglia dei 190 CV.

3. La Targa Florio (1971)

Sebbene la vittoria assoluta di classe nel 1971 sia spesso associata a Calascibetta-Monti, Benedini fu parte integrante dello sviluppo e partecipò alla Targa Florio 1971 in coppia con G. Marotta (Numero di gara #52).

  • Quell'anno la Opel GT di Benedini era una delle vetture più ammirate alle verifiche tecniche a Cerda per via dei suoi parafanghi "esagerati" e della cura maniacale del dettaglio, tipica dello stile Conrero.

4. Il Pilota-Architetto

Un dettaglio che rende unica la biografia di Benedini è la sua doppia anima. Mentre correva per Conrero, stava già forgiando la sua carriera da architetto. Questa sua "forma mentis" tecnica lo rendeva il collaudatore ideale: era in grado di spiegare a Conrero con precisione millimetrica come la vettura reagiva ai trasferimenti di carico.

Anni dopo, questa stessa visione lo porterà a disegnare la Bugatti EB110, portando con sé quel DNA di ingegneria estrema appreso nelle officine di Conrero.

 

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