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MUSEO BIBLIOTECA VINCENZO FLORIO

Ai tempi"eroici"dell'automobile vanno di pari passo le imprese storiche, fra cui primeggia la TARGA FLORIO, la gara automobilistica piĆ¹ antica.

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La TARGA FLORIO - 6 maggio 1906 -  iniziava il suo percorso da Campofelice di Roccella ,ai piedi delle Madonie,catena montuosa della Sicilia centro-settentrionale; un tragitto particolarmente arduo, soprattutto per quei tempi. Ne fu il promotore Vincenzo Florio(1883-1959), nato a Campofelice, ricchissimo industriale di vini pregiati, e appassionato di automobilismo, pilota egli stesso.
Nella prima edizione del 1906 trionfa la vettura Itala, guidata da Alessandro Cagno. Negli anni seguenti sono ancora Itala ,Fiat, Lancia, Isotta Fraschini ad aggiudicarsi i record sulla distanza.
Le corse vennero sospese durante la prima guerra mondiale.
Nel 1930 Achille Varzi segna la migliore prestazione sulla distanza con l'Alfa Romeo 8C.
In seguito parteciperanno al Piccolo circuito delle Madonie i migliori campioni automobilistici italiani e stranieri,fino al 1977, anno in cui la gara fu sospesa per un grave incidente sul percorso.
La Targa Florio si trasformò in rally,con un nuovo regolamento, per motivi di sicurezza.

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Le gare pionieristiche e le epiche imprese dei primi decenni del Novecento alimentarono il mito della velocità generato dall'automobile,strumento di una nuova vita dinamica.Alternativa alla secolare staticità di una società e una cultura fondate su un'economia prevalentemente agricola.
L'industria automobilistica al suo decollo e l'industria del turismo interagirono fin dall'inizio, coinvolgendo nel loro messaggio di modernizzazione della società gli artisti e i grafici dell'epoca.
Artisti delle Avanguardie storiche e grafici pubblicitari: i primi impegnati nel delineare una forma di rappresentazione adeguata alla nuova realtà,un'estetica della macchina; i secondi,a rappresentare con grande stile cartellonistico l'automobile come oggetto di "status symbol".
La loro perizia grafica metteva anche in evidenza le caratteristiche tecniche dei modelli delle singole Case automobilistiche. Nacquero quindi, negli anni antecedenti il primo conflitto mondiale, i dipinti futuristi di Giacomo Balla e di Umberto Boccioni, relativi al dinamismo dell'automobile e della vita moderna, e i magnifici manifesti sulle prime auto da corsa. Anche la Moda creò modelli  per i conduttori di automobili di una funzionalità ed essenzialità valide ancora oggi.

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L'arte dell'illustrazione ha avuto uno dei suoi più popolari ed efficaci rappresentanti in Achille Beltrame (1871-1945 ) per molti anni il grafico della "Domenica del Corriere",settimanale del Corriere della Sera di Milano.
Dove era insufficiente la complicata ripresa fotografica,arrivava la fantasia interpretativa dell'artista a ricreare la realtà nei suoi frangenti più drammatici.
Così è in questa grandiosa tavola a colori che Beltrame realizzò nel 1907 per celebrare l'epica impresa del raid Pechino-Parigi.
Egli non partecipò certamente allo storico evento,che ebbe eco in tutto il mondo,ma si trasferì con l'immaginazione nel vivo della realtà che i protagonisti dovettero affrontare quotidianamente. Nella composizione di copertina del 7 luglio 1907 sono raffigurati il principe Scipione Borghese con l'autista Ettore Guizzardi al volante e separatamente il giornalista del Corriere della Sera Luigi Barzini. Questi ,oltre ai dispacci inviati dalle più lontane regioni della Cina,raccolse le memorie del viaggio in un libro ristampato ancora oggi. Nell'illustrazione vediamo l'automobile ITALA 35/45 HP,che divenne mitica, prodotta dalla Itala Fabbrica Automobili di Torino; il veicolo sta affrontando una salita rocciosa tra aspre difficoltà , trainata a braccia dai portatori cinesi.
L'artista ha evidenziato nell'immagine gli anomali parafanghi della vettura ,a forma di assi, che il previdente principe Borghese fece sostituire a quelli normali come eventuali rampe, in caso di gravi ostacoli del terreno.
Soltanto la matita dell'illustratore provetto poteva rendere vivo, quasi cinematografico, questo momento drammatico del viaggio.

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