Zagato Monaci Bimotore 8C Zagato 1952
visite + questa settimana
Prezzo
€1.100.000
Scheda tecnica
- Marca
- Zagato
- Anno
- 1952
- Paese
- Italia
La descrizione
ZAGATO Monaci Bimotore 8C Zagato
1952 Monaci Bimotore 8C
L’idea di Ciro Monaci
Alla fine degli anni Quaranta, Ciro Monaci costruì un’auto da corsa utilizzando un sistema di sua invenzione per accoppiare due motori derivati dalla Fiat 500 «Topolino», così da aumentare la potenza mantenendo i costi di esercizio ragionevolmente bassi. Questa vettura, guidata da vari piloti tra cui lo stesso Ciro Monaci, Giovanni Rocco e Giuseppe Ruggiero, partecipò a diverse competizioni con risultati abbastanza soddisfacenti da convincere il suo costruttore a brevettare il sistema di accoppiamento dei motori e poi a perseguire il sogno di vedere una delle sue creazioni correre in pista accanto ad auto e piloti famosi. La prima Monaci aveva due motori derivati dalla Fiat 500; la mia, che è l’evoluzione successiva sviluppata dopo il brevetto, ha due motori derivati dalla Fiat 1100 S, con cilindrata ridotta a 1000 cc e, se non sbaglio, dotati di 7 supporti di banco.
Progettazione e costruzione
Dopo aver studiato a fondo l’auto che già possedeva e aver chiesto consiglio a piloti famosi, ai quali la fece provare — Luigi Fagioli in particolare gli diede un aiuto e un incoraggiamento molto importanti — iniziò a costruire l’unica vettura sopravvissuta fino ai giorni nostri; la prima era stata distrutta in un incidente di gara. Ciro Monaci si rivolse ai migliori produttori italiani per i componenti più importanti. Il telaio e la culla che sosteneva i due motori, un’innovazione rispetto alla precedente «vettura laboratorio», furono commissionati alla GILCO, che costruiva anche telai per la Ferrari. Gli alberi motore furono affidati alla VIOLINI, un’altra azienda riconosciuta come autorità nel suo settore. La carrozzeria fu progettata e costruita dalla ZAGATO, così come le valvole, le ruote e molti altri componenti.
Per far fronte ai notevoli costi, Ciro Monaci, aiutato dal fratello Renato, concessionario Isotta Fraschini, brevettò un convertitore di coppia per motori marini e lo vendette alla CHRYSLER. Infine, nel maggio 1952, completò la vettura in tempo per partecipare al «V Gran Premio dell’Autodromo» a Monza.
Le gare
Le prestazioni della vettura, con Giovanni Rocco al volante, furono abbastanza soddisfacenti. Ciò è particolarmente significativo se si considera che tra i partecipanti c’erano Fangio, Villoresi, González e Ascari, al debutto con la Ferrari 500 che lo avrebbe portato ai titoli del 1952 e del 1953, i primi per la casa di Maranello. La sua velocità, misurata appena dopo la curva Parabolica, era di poco superiore ai 200 km/h, quasi pari a quella delle Ferrari e delle Maserati. In gara, la vettura dovette ritirarsi per un problema tecnico.
Dopo la gara, la vettura fu portata alla ZAGATO, che la dotò di parafanghi e luci per adeguarla ai regolamenti delle gare su strada. Con alterne fortune, partecipò al «Circuito di Posillipo», alla «Cetara–Capo d’Orso», alla «Atrani–Ravello» e ad altre manifestazioni minori, guidata da Giuseppe Ruggiero e dallo stesso Ciro Monaci.
Dopo essere rimasta ferma per quasi trent’anni, fu venduta dal più giovane dei fratelli Monaci, l’unico ancora in vita all’epoca. Da circa vent’anni è tornata a farsi sentire e ammirare sulle strade italiane.
Testo tradotto automaticamente con intelligenza artificiale. La traduzione potrebbe contenere imprecisioni.
Contatta il venditore
OldLuxury 24 declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali annunci falsi, ingannevoli e/o mendaci, e si riserva comunque ogni e più opportuna iniziativa, anche risarcitoria, nei confronti dei trasgressori.